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	<title>Alimentazione Archivi - Il Punto Naturale</title>
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	<description>Consulenza ed integrazione alimentare dal 1983</description>
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	<title>Alimentazione Archivi - Il Punto Naturale</title>
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		<title>Cosa intendi per marmellata? Ecco le curiosità&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo.pirani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 10:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[marmellata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>3 TERMINI DIFFERENTI, SPESSO ADOPERATI PER UN SOLO PREPARATO, MA IN VERITÀ&#8230; Lo prescrive la legge italiana, infatti il termine “marmellata” deve essere utilizzato solo per le salse di frutta che si ottengono utilizzando gli agrumi, per tutte le altre tipologie di frutta si deve usare il termine confettura oppure composta, ma anche qui c’è una bella differenza. La differenza tra composte e confetture sta nel rapporto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>3 TERMINI DIFFERENTI, SPESSO ADOPERATI PER UN SOLO PREPARATO, MA IN VERITÀ&#8230;</strong></em></p>
<p>Lo prescrive la legge italiana, infatti il termine “<strong>marmellata</strong>” deve essere utilizzato solo per le salse di frutta che si ottengono utilizzando gli agrumi, per tutte le altre tipologie di frutta si deve usare il termine <strong>confettura</strong> oppure <strong>composta</strong>, ma anche qui c’è una bella differenza.</p>
<p>La differenza tra composte e confetture sta nel rapporto quantità di zucchero e frutta; nelle confetture il valore di zucchero è abbastanza elevato e la percentuale di frutta presente difficilmente supera il 40%, per le composte invece, soprattutto le nostre, la frutta prevale per l’80% e la quantità di zucchero è davvero ridotta per questo si chiamano “composte” perchè sono “composte”, scusate il gioco di parole, praticamente solo di frutta che rendono così il prodotto ancora più genuino e adatto per tutti, anche per chi deve mangiare meno cibi dolci per motivi di salute.</p>
<p>Le composte di frutta per essere chiamate tali devono inoltre seguire una regolamentazione particolare ovvero la quantità di frutta presente in 1000 grammi di prodotto deve essere di almeno 650 grammi ovvero il 65%, altrimenti non si possono definire composte, ma ricadono nelle confetture o nelle marmellate.</p>
<p>Nelle composte la frutta è completamente frullata ed omogenea, senza grumi o pezzi di frutti residui, diventa così una crema di frutta corposa e facile da spalmare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il chicco prezioso!</title>
		<link>https://www.ilpuntonaturale.it/il-chicco-prezioso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[lorenzo.pirani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 11:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mangiare integrale, perchè? Per molto tempo gli alimenti a base di cereali integrali sono stati considerati «cibo dei poveri», in contrapposizione ai prodotti realizzati con farine raffinate. Ma non è così: mangiare integrale vuol dire fare il pieno di sostanze nutritive preziose per l&#8217;organismo. Le farine integrali Sono ottenute preservando ogni parte del chicco: l’endosperma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mangiare integrale, perchè?</strong></p>
<p>Per molto tempo gli alimenti a base di cereali integrali sono stati considerati «cibo dei poveri», in contrapposizione ai prodotti realizzati con farine raffinate. Ma non è così: mangiare integrale vuol dire fare il pieno di sostanze nutritive preziose per l&#8217;organismo.</p>
<p><strong>Le farine integrali</strong><br />
Sono ottenute preservando ogni parte del chicco: l’endosperma amidaceo, il pericarpo (costituito da diversi strati, tra cui quello aleuronico e la crusca) e il germe o embrione.</p>
<p><strong>Un tesoro in un chicco</strong><br />
I cereali non raffinati sono una vera e propria miniera di sostanze preziose. La fibra alimentare (solubile e insolubile) è certamente la loro componente più conosciuta e a lungo è stata considerata il nutriente più importante per la salute; in realtà sono moltissimi gli elementi presenti, tutti con significativi effetti protettivi sull&#8217;organismo. Non bastano, insomma, le sole fibre a spiegare i tanti benefìci delle farine integrali. Queste, infatti, apportano anche di carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali e composti antiossidanti che favoriscono il buon metabolismo, proteggono il cuore (con una diminuzione fino al 30% della possibilità di subire eventi cardiovascolari come l’infarto cardiaco), riducono il rischio di diabete(-25%) e sovrappeso, difendono l&#8217;organismo dalle infiammazioni e da alcuni tipi di tumore (in particolare quelli dell&#8217;intestino) e contrastano lo stress ossidativo.<br />
L&#8217;endosperma, che costituisce la porzione maggiore del chicco, è ricco soprattutto di amidi, proteine, β-glucani, lipidi e minerali. Il pericarpo, ovvero quella parte che è comunemente definita &#8220;crusca&#8221;, contiene la maggior parte delle fibre, oltre a vitamine del gruppo B (in particolare tiamina e niacina), minerali e una classe consistente di antiossidanti, tra cui l’acido ferulico e i flavonoidi. Quantità rilevanti di antiossidanti (quali i tocoferoli) sono presenti anche nel germe.</p>
<p><strong>Contrasto di sovrappeso e obesità</strong><br />
La probabilità di sviluppare obesità è generalmente più bassa nelle persone che hanno un maggiore apporto di fibra dietetica e di alimenti a base di cereali integrali. Infatti il consumo di alimenti integrali, grazie all’elevato contenuto di fibre, agisce sul controllo dell’appetito, aumentando il senso di sazietà, interferisce con l’efficienza del metabolismo e riduce l’apporto energetico, producendo un ritardo nell’assorbimento dei carboidrati e favorendo lipolisi e ossidazione del grasso corporeo.</p>
<p><strong>Cosa aspetti? E&#8217; il momento di scoprire la varietà di pasta integrale a tua disposizione!</strong></p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2653" src="https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/image28-300x210.png" alt="" width="300" height="210" srcset="https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/image28-300x210.png 300w, https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/image28-768x539.png 768w, https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/image28-600x421.png 600w, https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/image28.png 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<item>
		<title>Gli oli alimentari</title>
		<link>https://www.ilpuntonaturale.it/gli-oli-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[lorenzo.pirani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 10:57:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[naturale]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conosci l&#8217;olio col quale condisci e cucini? Vi è una varietà sempre maggiore di oli vegetali per la cucina e la preparazione degli alimenti. Come decidere quale usare? Le considerazioni includono il gusto, proprietà funzionali dell’olio, il costo e l’impatto sulla salute. Cucinare con gli olii Durante la cottura, gli olii servono come mezzo per trasferire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Conosci l&#8217;olio col quale condisci e cucini?</strong></p>
<p>Vi è una varietà sempre maggiore di oli vegetali per la cucina e la preparazione degli alimenti. Come decidere quale usare? Le considerazioni includono il gusto, proprietà funzionali dell’olio, il costo e l’impatto sulla salute.</p>
<p><strong>Cucinare con gli olii</strong></p>
<p>Durante la cottura, gli olii servono come mezzo per trasferire calore, ma vengono anche assorbiti dal cibo. Durante il processo di cottura, gli olii assorbono anche composti aromatici di grassi solubili, che contribuiscono al sapore del cibo. Gli alimenti fritti o cotti al forno con l’olio, hanno una consistenza croccante e un aspetto dorato.</p>
<p>Gli olii dovrebbero essere trattati con cura. Gli acidi grassi sono sensibili al calore, alla luce e all’ossigeno e alla sovraesposizione a questi durante la conservazione o la cottura può cambiare la struttura chimica degli acidi grassi. Questo può produrre sapori “spenti” e portare alla distruzione di vitamine e perdita del valore nutrizionale.</p>
<p>La stabilità degli acidi grassi varia tra gli olii. La stabilità al calore viene indicata dal ‘punto di fumo’ – la temperatura a cui la decomposizione diviene visibile come fumo bluastro. Se la temperatura di cottura è troppo alta, alla fine l’olio si degraderà. In genere, più a lungo verrà riscaldato, più si deteriorerà. D’altra parte, se la temperature è troppo bassa, il tempo di cottura si allungherà e più olio verrà assorbito. In generale, gli olii raffinati hanno una stabilità e un punto di fumo più alti.</p>
<p>Gli olii vegetali derivano da semi, legumi, arachidi e alcuni frutti. In pratica, gli olii vegetali sono grassi che a temperatura ambiente sono liquidi.</p>
<p><strong>Usate vari tipi di olii</strong></p>
<p>Consumate olii insaturi, invece che grassi saturi, come quelli che possono ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Sperimentate olii pressati a freddo e insoliti per ottimizzare il gusto nei condimenti, nella rosolatura e scegliete olii stabili alla temperature per la frittura in olio abbondante e olii raffinati per la cottura in forno. Per prevenire la rancidità e aroma sgradevoli, conservate gli olii in un posto al buio, freddo, asciutto e usate l’olio all’interno della data di scadenza. Ricordate: tutti gli olii sono calorici e dovrebbero essere usati con moderazione. Non dimenticate di divertirvi con i vostri olii da cucina, la scelta dell’olio dipenderà dal costo, dal sapore e dalla funzione.</p>
<p><strong>E&#8217; il momento di trovare il tuo olio da cucina! </strong><a href="https://www.ilpuntonaturale.it/oli-alimentari"><strong>Clicca quì</strong></a></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2641 aligncenter" src="https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/0000709_olio-di-semi-di-vinacciolo-1lt-154x300.jpeg" alt="" width="154" height="300" srcset="https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/0000709_olio-di-semi-di-vinacciolo-1lt-154x300.jpeg 154w, https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/0000709_olio-di-semi-di-vinacciolo-1lt.jpeg 190w" sizes="(max-width: 154px) 100vw, 154px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Depurarsi e stare bene con le tisane</title>
		<link>https://www.ilpuntonaturale.it/depurarsi-e-stare-bene-con-le-tisane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[lorenzo.pirani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 09:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[tisane e infusi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bere una tisana è ritenuto sempre più spesso non solo un piacevole ritorno alla natura, ma la modalità corretta per portare in soluzione tutti i principi idrosolubili di più piante, accompagnati dal complesso “corredo salino” che costituisce, in fondo, la caratteristica più interessante nella composizione di un vegetale. Se pensiamo all’importanza dell’idroterapia, la tisana è la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bere una tisana è ritenuto sempre più spesso non solo un piacevole ritorno alla natura, ma la modalità corretta per portare in soluzione tutti i principi idrosolubili di più piante, accompagnati dal complesso “corredo salino” che costituisce, in fondo, la caratteristica più interessante nella composizione di un vegetale.</p>
<p>Se pensiamo all’importanza dell’idroterapia,<strong> la tisana è la forma più elementare di idratazione, depurazione, disintossicazione e attivazione degli emuntori.</strong> Paul Belaiche ha affermato che «l’effetto sinergico di diverse piante combinate è una delle più belle certezze della Fitoterapia»; per Bardeau «spesso la tisana, pur nella sua grande semplicità e l’apparenza umile, è il mezzo migliore per ottenere un risultato terapeutico valutabile» e il professor Pelt è convinto dell’importanza di bere tisane «in cui spiriti mediocri non volevano vedere che dell’acqua calda inutilmente sporcata dalla polvere dei fondi di cassetto dei laboratori».</p>
<p>La tisana ha tanto successo perché si tratta di una preparazione alla portata di tutti: il solvente è l’acqua, la pressione ovviamente quella atmosferica e la temperatura è l’unico fattore variabile a seconda del tipo di “erbe” che abbiamo deciso di usare e della modalità del loro taglio anche se ormai le piante vengono abitualmente fornite in “taglio tisana”.</p>
<p><strong>Ma quanto ne posso assumere?</strong></p>
<p><strong>Le tisane in genere si assumono tre volte al giorno o fino a 1 l</strong> per cui sarà opportuno che vengano, possibilmente, bevute <strong>a intervalli regolari e costanti</strong>anche per abituare l’organismo alla notevole quantità di liquidi come, in fondo, si fa anche per le cure idropiniche nelle stazioni termali.</p>
<p><strong>Alcune regole d’uso:</strong></p>
<p>le tisane depurative si bevono alla sera prima di coricarsi tiepide, cioè appena preparate e la seconda dose il mattino a digiuno a temperatura ambiente. Le tisane pettorali, urinarie, dimagranti e diuretiche a intervalli regolari. Le tisane digestive, quelle contro l’eccesso di acidi urici e colesterolo subito dopo i pasti, quelle sedative e per il sonno il tardo pomeriggio e la sera prima di coricarsi.</p>
<p><strong>fonte: farmacianews.it</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2631" src="https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/0001438_yogi-tea-zenzero-limone-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/0001438_yogi-tea-zenzero-limone-200x300.jpeg 200w, https://www.ilpuntonaturale.it/wp-content/uploads/2019/10/0001438_yogi-tea-zenzero-limone.jpeg 267w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
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		<item>
		<title>Il Cereale da Riscoprire</title>
		<link>https://www.ilpuntonaturale.it/il-cereale-da-riscoprire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[lorenzo.pirani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 11:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[farro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il farro è considerato la più antica tipologia di frumento coltivato. Veniva utilizzato dall&#8217;uomo per la propria alimentazione già nel Neolitico, con particolare riferimento al farro piccolo, o farro monococco. La maggior parte del farro coltivato in Italia è rappresentata dal farro dicocco, o farro medio. Troviamo poi il farro grande, o farro spelta, che vede il proprio terreno più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il farro è considerato la più antica tipologia di frumento coltivato. Veniva utilizzato dall&#8217;uomo per la propria alimentazione già nel Neolitico, con particolare riferimento al farro piccolo, o farro monococco. La maggior parte del farro coltivato in Italia è rappresentata dal farro dicocco, o farro medio. Troviamo poi il farro grande, o farro spelta, che vede il proprio terreno più adatto in altri Paesi europei, come la Francia.</p>
<p>La coltivazione del farro è andata via via riducendosi nel corso dei secoli. E&#8217; stata infatti soppiantata dal comune grano tenero e dal grano duro, che discendono rispettivamente dal farro grande e dal farro medio. Si tratta di un cereale da riscoprire, la cui produzione viene ora associata soprattutto all&#8217;agricoltura biologica e alla valorizzazione delle zone agricole marginali.</p>
<p>Introdurre il farro nella propria dieta può rappresentare un&#8217;interessante variante per quanto riguarda il consumo di cereali. Il farro presenta un maggior contenuto proteico rispetto ad altre tipologie di frumento. Si tratta di un cereale ricco di vitamine e di sali minerali, ma povero di grassi.</p>
<p>Il farro integrale, inoltre, presenta un contenuto di fibre più elevato rispetto alfarro perlato. Le fibre aiutano a favorire il transito intestinale e a proteggere la salute dell&#8217;intestino, contribuendo all&#8217;eliminazione delle scorie. Questo cereale garantisce un apporto calorico piuttosto basso, pari a 340 chilocalorie per 100 grammi di prodotto.</p>
<p>Il consumo di farro contribuisce all&#8217;apporto di vitamine del gruppo B e di proteine attraverso l&#8217;alimentazione quotidiana. Per facilitare l&#8217;assunzione e l&#8217;assimilazione di proteine, si consiglia di accompagnare il farro, meglio se integrale, ai legumi. Tra gli elementi nutritivi essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo presenti nel farro troviamo tiamina, nacina e riboflavina. Tra i sali minerali maggiormente presenti nel farro, troviamo fosforo, potassio e magnesio. Per quanto riguarda le vitamine, l&#8217;attenzione è rivolta soprattutto a vitamina A, B2 e B3.</p>
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